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📍 Bari Centrale 🕐 2021

L'Uomo nel Riflesso — Bari, 2021

Bari, inverno del 2021. Marta si trovava nell'unico scompartimento semivuoto del regionale di ritorno verso casa. Tra lei e uno sconosciuto passeggero non c’era che il ronzio ossessivo del quadro elettrico malfunzionante. L’uomo indossava un trench marrone rattoppato maldestramente, guanti spaiati – uno di lana infeltrita, l’altro di pelle crepata – e teneva il mento piantato sul petto intrisi di sudiciume.

Mentre il convoglio entrava in una lunga, interminabile galleria buia, Marta gettò uno sguardo al finestrino. Nel riflesso speculare, ogni prospettiva andò in frantumi: la carrozza era rovesciata e il vetro le restituiva un uomo orribile, sveglissimo, il Garbulaio. Non era inerte; la stava fissando ferocemente, scavandole nella corteccia cerebrale con occhi grigi come cemento fresco. Si voltò di scatto: dal vivo, la figura era ancora raggomitolata su sé stessa, addormentata.

Guardò nuovamente nel finestrino: il Garbulaio dal riflesso le mosse un dito ossuto intimandole di fare silenzio e sussurrò una mela ammuffita contro la propria guancia, sorridendo storto. "La tua faccia è di burro" mimò dal vetro senza aprire bocca nel mondo fisico. Marta schiacciò il bottone di emergenza, fuggendo come una disperata verso le carrozze successive. Adesso copre ogni vetrina, specchio della casa e le lastre d'acqua piovana con teli spessi; perché lo specchio la osserva ancora con i bulbi grigio cemento di lui.