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📍 Bologna Centrale 🕐 2024

La Sala d'Attesa Eterna — Bologna, 2024

Matilde non era parte dei pendolari, lei in quel plastico microcosmo stanco di plexiglass sedeva ad aspettare il ricordo sciacquato d'un familiare che la morte o la nebbia le celavano via anni or sono. Lo spessore dell'oblio permeava le maniglie e i caloriferi, quando le sedette al fianco il ciclope vagabondo, il rottame organico, la massa deforme infagottata dei misteriosi segreti della via ferrata, con gli stivali putridi incastonati di sferragliamenti e melma rugginosa rancida che trasudava sui pannolini buttati d'intorno a sè.

Abbassando i labbroni flaccidi su cui ristagnavano trucioli dorati, emise il verdetto cosmico. "L'attesa... Matilde... è il morbo dolciastro delle memorie imputridite. Spasimi nell'illusione che una clessidra giri, ma il fondo è perennemente bucato di niente. La torta puzza. Il treno fischia senza voce."

Il locale spense l'accesso fisico verso il buio della piazzetta antistante e l'ambiente s'oscurò collassando i contorni del mondo fuori. Lì oggi se passate scorcerete uno spettro bloccato d'una nonnetta seduta che non respira aria, non sbuffa anidride carbonica; semplicemente esiste nello squarcio dimensionale con la pace terrorizzante tatuata dei condannati esiliati nelle braci infinite di quell'orizzonte immobile e garbulo del Transito finale.