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📍 Napoli, Linea 1 🕐 2023

La Donna Senza Ombra — Napoli, 2023

La Linea dell'Arte era immersa nel silenzio delle ultime corse. Viola camminava veloce verso la banchina di Toledo. Tutto pareva normale, ma un dettaglio non quadrava. Sentiva un incedere non suo. Come se qualcosa strisciasse sulla porcellana esagonale del pavimento. Passi pesanti, ruvidi. Scrash, scrash.

Abbassò gli occhi e lo vide: la sua ombra proiettata dai lucernai stava compiendo gesti che lei non faceva. Mentre lei stava ferma, la sua ombra dondolava come un pendolo sbiadito, sbottonando l'ombra di un cappotto immaginario. Presa dal panico, iniziò a correre. L'ombra non la seguì: le scivolò davanti, ridendo in un fragore puramente visivo, nero pece su piastrelle bianche.

Viola girò l'angolo e vi collise. Il Garbulaio era una montagna infagottata di vestiti lisi e tessuti maleodoranti. Non si curò di lei. Puntava i propri occhi iniettati di sangue vuoto sull'ombra di Viola. "Le anime pesano, i riflessi no." mugugnò, calpestando brutalmente l'ombra della ragazza. All'istante, Viola sentì le ossa frammentarsi internamente ma senza dolore.

Il convoglio arrivò sibilando. Le porte si aprirono in uno sbuffo di aria stantia. Nessuno salì, e quando le porte si richiusero, Viola non c'era più. Lì, vicino alla linea gialla, vi era un cappotto ripiegato male, una macchia di grasso a forma di clessidra e un vuoto incolmabile di senso e materia.