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📍 Torino, Stazione Porta Susa 🕐 2019

Il Caso del Pendolare Scomparso — Torino, 2019

Le distese sotterranee di Porta Susa assorbono i pensieri pesanti. Claudio M. era uno di questi: pendolare stanco, 42 anni di compromessi, un lavoro grigio che neanche sapeva disprezzare con vera passione. Era martedì, e la pioggerella torinese sembrava congelarsi ancor prima di toccare l'asfalto in superficie.

Lo vide accanto al distributore automatico, che continuava a sputare monete come in preda al delirio. Cappotto enorme, tasche gonfie di oggetti non identificati. Il Garbulaio dondolava come un metronomo incrinato, un movimento meccanico che inchiodò Claudio al pavimento. Lo sguardo assente del Garbulaio si incrociò con quello di Claudio. Era uno sguardo senza pupille: un oblio primordiale.

Il Garbulaio alzò un dito tozzo e sudicio e indicò un punto alle spalle del pendolare. Claudio si voltò, ma non c'era nient'altro che il riflesso asettico delle piastrelle. Sentì uno sbuffo di alito che sapeva di stantio, di naftalina e cioccolato marcescente sulla nuca. Quando si rigirò, il volto del Garbulaio era a tre centimetri dal suo, occupando l'intero suo campo visivo. "Hai lasciato il biglietto nel passato," rantolò l'uomo, "e il futuro ha già chiuso i cancelli."

Claudio non ha mai preso il treno per Chivasso. Scomparso, disciolto nell'aria statica della stazione sotterranea. Ora, nelle biglietterie guaste, alcuni ascoltano una voce metallica e flebile emettere un flebile "Garbulato..." mentre i display mostrano per mezzo secondo un orario inesistente: le 25:61.