📜 Il Garbulaio e il Codice Binario – L'Avvistamento di EUR Fermi
Ci sono incontri che lasciano dubbi. Altri che lasciano domande senza risposta. Ma l'incontro con il Garbulaio alla stazione di EUR Fermi ha lasciato qualcosa di più inquietante.
Era notte fonda. La stazione era quasi deserta, solo poche persone
camminavano con passo stanco, chi tornando a casa, chi forse aspettando
un treno che non sarebbe mai arrivato. Ma lui era lì.
Seduto su una panchina, con il cappotto sdrucito addosso, la barba ispida che sembrava intrappolare il buio stesso.
E scriveva.
Su un foglio, con una biro quasi scarica, il Garbulaio tracciava una sequenza infinita di 1 e 0. Righe su righe, il tratto incerto ma costante, come se non stesse decidendo cosa scrivere, ma stesse semplicemente trascrivendo qualcosa che già esisteva.
Ci avvicinammo. Non parlava. Non alzava lo sguardo. Il suono della penna sul foglio era l'unico rumore oltre al lontano ronzio della stazione.
Uno di noi fece una foto. Lui smise di scrivere.
Per un lungo istante rimase immobile. Poi, lentamente, alzò la
testa.
Il Garbulaio ci guardò.
I suoi occhi erano vuoti. Non c'era riflesso. Nessun accenno di riconoscimento, nessun bagliore di comprensione. Solo buio, statico, totale.
Poi parlò. Solo una parola.
"Garbula."
Abbassammo lo sguardo verso il foglio. Era sparito.
Nessun codice. Nessun foglio. Solo la panchina vuota e l'eco di
passi lontani.
Lo cercammo. Non c'era più.
Non c'erano uscite,
non c'erano nascondigli. Ma il Garbulaio era scomparso.